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Le riduzioni TARI per le attività chiuse causa emergenza COVID19


Problema diffuso in questi giorni è la tassabilità delle utenze non domestiche che, a fronte dei decreti governativi, hanno dovuto chiudere la propria attività, eliminando per tali periodi la loro suscettibilità a produrre rifiuti (presupposto per l’imposizione TARI). 

Essendo la tariffa determinata su base annuale e composta di una parte fissa legata alla copertura finanziaria del servizio che comunque è stato assicurato anche nel periodo di interdizione, non si ritiene legittimo procedere alla detassazione per i mesi di chiusura. 

In ogni caso una delle vie che l’Amministrazione Comunale potrebbe seguire , per evitare i contenziosi e allo stesso tempo agevolare coloro che hanno palesemente avuto delle perdite economiche dalle misure emergenziali, è regolamentare una riduzione sulla parte variabile, in virtù del comma 660 della legge 147/2013.

E’ consentito per la TARI, la facoltà di finanziare tali riduzioni con autorizzazioni di spesa fondate su altre entrate di bilancio o in alternativa attraverso la loro ridistribuzione tra gli altri contribuenti. 

Le Amministrazione potrebbero finanziare tali riduzioni con le somme svincolate per effetto del D.L. 18/2020 c.d. “Cura Italia”.


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